La Crioconservazione degli Ovociti
Obiettivi e Finalità
La crioconservazione degli ovociti è un'altra metodica che può permettere una gravidanza futura a una paziente oncologica giovane che deve essere sottoposta a trattamenti chemio/radioterapici gonadotossici (cioé tali, secondo il parere dell'Oncologo, da compromettere in maniera significativa la riserva ovarica della paziente). Questa tecnologia è utilizzata da più tempo rispetto al congelamento del tessuto ovarico, e ha consentito di ottenere in tutto il mondo buoni risultati clinici in termini di gravidanza.
A chi è rivolta
La crioconservazione degli ovociti è rivolta a tutte le pazienti affette da neoplasie maligne, purché non presentino nessuna delle condizioni seguenti:
- Età superiore a 38 anni (perché dopo questa età, di massima, le ovaie contengono pochi ovociti, e di qualità ridotta)
- Positività alle infezioni da epatite virale B, epatite virale C, HIV, sifilide (per i problemi della sicurezza della conservazione degli ovociti)
Le procedure di induzione di una ovulazione multipla comportano il rialzo, anche se temporaneo (una-due settimane) degli estrogeni circolanti. Motivo per cui negli anni passati c'era consenso per non includere in questo tipo di programma le pazienti con tumori estrogeno-dipendenti (come il carcinoma mammario). Al contrario, negli ultimi anni, la disponibilità di dati (anche se limitati nel tempo) relativi alla sicurezza della procedura; e la introduzione di protocolli di stimolazione ad hoc (con inclusione di antri-estrogeni) comportanti un modesto rialzo dei tassi estrogenici hanno permesso di includere questo tipo di pazienti nei programmi di congelamento ovocitario.
Indubbiamente il tema della stimolazione di una superovulazione, con rialzo degli estrogeni, in una paziente affetta da carcinoma mammario con Recettori Estrogenici positivi, suscita perplessità. Ma l'orientamento attuale della Oncologia (vedi anche il documento FoNCaM del maggio 2011) permette di poter estendere la procedura del congelamento ovocitario anche a questi casi, rimandando ogni decisione al counselling per ogni singolo caso.
La tecnica
Le pazienti accettate nel programma di crioconservazione degli ovociti vengono sottoposte a induzione farmacologica di una ovulazione multipla. A questo scopo, i medici impiegano farmaci (gonadotropine, analoghi del GnRH, anti-estrogeni) con differenti, possibili associazioni tra loro in relazione alla tipologia della paziente (età della donna, tipo di tumore) e alla fase del ciclo ovarico in cui la paziente si trova (fase mestruale/postmestruale o fase premestruale).
L'induzione della ovulazione multipla viene attentamente monitorata con valutazioni ecografiche e ormonali, ed al termine della stimolazione si effettua il prelievo degli ovociti per via transvaginale (procedura di chirurgia ambulatoriale eseguita in sedoanalgesia).
Una volta recuperati gli ovociti, si effettua una loro valutazione qualitativa e si procede al congelamento di quelli di buona qualità (Metafase II).
La durata dell'intera procedura (inizio della stimolazione/prelievo degli ovociti) varia a seconda della fase del ciclo in cui la paziente si trova al momento dell'inizio della stimolazione; ma, di massima, non à superiore ai 14 giorni.
Al momento del loro utilizzo, che può avvenire anche dopo molti anni, gli ovociti sopravvissuti allo scongelamento potranno essere inseminati mediante la tecnica di iniezione dello spermatozoo nel citoplasma dell'ovocita (ICSI - Intra-Cytoplasmic Sperm Injection). Il recupero funzionale degli ovociti dopo scongelamento è attualmente di circa il 70%.
In relazione al numero di ovociti ottenuti al momento del prelievo e sottoposti a congelamento/scongelamento, la paziente potrà quindi sottoporsi a 2, massimo 3 cicli di ICSI.
Modalità di accesso
La persona interessata ad accedere a questo programma verrà visitata, in presenza dell'oncologo o/e del ginecologo di riferimento, presso il Servizio di Fisiopatologia della Riproduzione Umana dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi da una équipe medica comprendente:
- un Ginecologo facente parte della struttura
- un Oncologo dell'AOU-Careggi
- possibilmente, uno Psicologo
In quella occasione saranno fornite alla persona interessata e ai suoi familiari tutte le informazioni utili.
Contatti:
- Centro di Fisiopatologia della Riproduzione Umana dell'AOU-Careggi (Referente: prof. Ivo Noci). Telefono: 055.7947.149/150/151 dal lunedi al venerdi in orario 8-14
- SOD di Oncologia Medica Ginecologica (Referente: dottoressa Ketty Tavella). Telefono: 055.7947.955 dal lunedi al venerdi in orario 8.30-14
- SOD di Oncologia Medica (Referente: dottoressa Laura Doni). Telefono: 055.7949.648



