La Crioconservazione degli Ovociti
Obbiettivi e Finalità
La crioconservazione degli ovociti è un'altra metodica che può permettere una gravidanza futura a una giovane donna che deve essere sottoposta a trattamenti chemio/radioterapici gonadotossici (cioè tali, secondo il parere dell'Oncologo, da compromettere in maniera significativa la riserva ovarica della donna). Questa tecnologia è utilizzata da più tempo rispetto al congelamento del tessuto ovarico e ha consentito di ottenere in tutto il mondo buoni risultati clinici in termini di gravidanza.
A chi è rivolta
La crioconservazione degli ovociti è rivolta a tutte le pazienti affette da neoplasie maligne, purchè non presentino nessuna delle condizioni seguenti (CRITERI DI ESCLUSIONE):
- Età > 38 anni (perché dopo questa età, di massima, le ovaie contengono pochi ovociti e di qualità ridotta)
- carcinoma della mammella con Recettori Estrogenici positivi (perché le procedure di prelievo ovocitario comportano l'induzione farmacologia di una ovulazione multipla, con rialzo degli estrogeni per alcuni giorni)
- Positività alle infezioni da epatite virale B, epatite virale C, HIV, sifilide (per i problemi della sicurezza della conservazione degli ovociti)
- Necessità di non potere in alcun modo dilazionare (20-50 giorni) l'inizio del trattamento chemio/radioterapico
La tecnica
Le pazienti accettate nel programma di crioconservazione degli ovociti vengono sottoposte a induzione farmacologica di una ovulazione multipla con gonadotropine (in un ciclo soppresso mediante analoghi del GnRH).
L'induzione della ovulazione multipla viene attentamente monitorata con valutazioni ecografiche e ormonali, ed al termine della stimolazione si effettua il prelievo degli ovociti per via transvaginale (procedura di chirurgia ambulatoriale eseguita in sedoanalgesia).
Una volta recuperati gli ovociti, si effettua una loro valutazione qualitativa e si procede al congelamento di quelli di buona qualità (Metafase II).
La durata dell'intera procedura (dal momento in cui la persona si presenta presso il Centro, a quello in cui noi abbiamo la disponibilità degli ovociti da congelare) varia molto a seconda della fase del ciclo della donna, ma in ogni caso non è mai inferiore a 20-25 giorni, e può estendersi anche a tempi molto più lunghi come 45-50 giorni. In ogni caso, appare evidente che è necessario dilazionare l'inizio del trattamento chemio/radioterapico di un periodo di 20-50 giorni, per cui occorre un parere favorevole al riguardo da parte dell'oncologo che tiene in cura la paziente.
Al momento del loro utilizzo, che può avvenire anche dopo molti anni, gli ovociti sopravvissuti allo scongelamento potranno essere inseminati mediante la tecnica di iniezione dello spermatozoo nel citoplasma dell'ovocita (ICSI - Intra-Cytoplasmic Sperm Injection).
In relazione al numero di ovociti ottenuti al momento del prelievo e sottoposti a congelamento/scongelamento, la donna potrà quindi sottoporsi a 2, max 3 cicli di ICSI.
Modalità di accesso
La persona "reclutabile" (cioè, che non abbia criteri di esclusione) verrà visitata, in presenza dell'oncologo o/e del ginecologo di riferimento, presso il Servizio di Fisiopatologia della Riproduzione Umana dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi da una equipe medica comprendente:
- un Ginecologo facente parte della struttura
- un Oncologo dell'AOU-Careggi
- possibilmente, uno Psicologo
In quella occasione saranno fornite alla persona interessata e ai suoi familiari tutte le informazioni utili.
Contatti:
Centro di Fisiopatologia della Riproduzione Umana dell'AOU-Careggi (Referente: prof. Ivo Noci) Telefoni: 055.7947.149/150/151, dal lunedì al venerdì in orario 8-14
SOD di Oncologia Medica Ginecologica (Referente: dottoressa Ketty Tavella) Telefono: 055.7947.955, dal lunedì al venerdì in orario 8.30-14
SOD di Oncologia Medica (Referente: dottoressa Laura Doni) Telefono: 055.7949.648



